Forse avrai letto qualche articolo che contiene la parola employability. Potrebbe sembrare un concetto astratto, ma in realtà è molto concreto. Vediamo cosa riguarda e perché è collegata alla scelta universitaria.

Possiamo tradurre employability con occupabilità, cioè quell’insieme di competenze, conoscenze, abilità e caratteristiche personali che aumentano le probabilità di una persona di trovare un impiego.
Non riguarda però solamente il primo impiego dopo la laurea; per occupabilità si intende la capacità di restare spendibili nel mercato del lavoro, e cioè mantenersi appetibili in un mercato del lavoro che cambia rapidamente.

Oggi, infatti, il mercato del lavoro viene definito con questo acronimo VUCA: Volatile, Uncertain, Complex e Ambigous.
E non si tratta di un’accezione temporanea, ma della “nuova normalità” con cui confrontarsi. 

Quindi, l’employability non riguarda solo l’ingresso nel mondo del lavoro, ma la capacità di costruire nel tempo un percorso professionale solido contribuendo in modo significativo allo sviluppo della società.

Ma come si sviluppa, nella pratica?

Attraverso hard skills e soft skills. Le hard skills sono le competenze tecniche proprie di una determinata professione; potremmo definirle, come tutto ciò che si acquisisce, ad esempio, durante il percorso universitario.
Le soft skills, invece, chiamate anche competenze trasversali sono le competenze che riguardano la sfera comportamentale  e relazionale e sono quelle che fanno la differenza nei contesti lavorativi.
Qualche esempio? Pensiero critico, empatia, leadership, team working, creatività, decision making. 

In che modo tutto questo attiene alla scelta dell’Università?
Esistono percorsi di studio che, più di altri, hanno integrato un forte collegamento con il mercato del lavoro, permettendo agli studenti di fare esperienza concreta, sviluppare le proprie soft skills e, di conseguenza, migliorare la propria employability.

Alcuni esempi, integrati nel percorso di studi:
lavoro su casi reali in collaborazione con le aziende, con presentazioni finali direttamente alle aziende partner;
internship obbligatori durante gli studi, già dal primo anno;
– periodi strutturati di internship o placement.

Dove trovare tutto questo? Olanda, Francia, Spagna e Regno Unito, ma anche università italiane offrono la possibilità si sperimentarsi già da subito con il mondo del lavoro.

E non è tutto qui. Alcune università investono molto anche nei career service, uffici dedicati che organizzano:
– career fairs, per favorire l’incontro tra studenti e aziende,
– visite aziendali,
– progetti con le imprese,
– supporto nella redazione del curriculum, o nella preparazione dell’intervista con un potenziale recruiter,
creando un collegamento diretto tra università e mercato del lavoro.

Quindi, come scegliere?
Il mio consiglio è chiaro: quando scegli il tuo percorso universitario, includi l’employability tra i criteri decisionali. Valuta quanto quel corso o quell’Università possano offrire collegamenti concreti con il mercato del lavoro, utili a costruire la tua carriera professionale.
E questo può fare la differenza lungo tutto il tuo percorso futuro.